Utilità e gioia del piantare croci nei prati

 
i fioretti di Padre Pasquale Maria
i fioretti di Padre Pasquale Maria

Unire l’utile al dilettevole, fare dello svago un’opera di bene, il regno di Dio non è lontano nemmeno il fine settimana, ecco i principi a cui un buon cristiano cattolico s’ispira per organizzare il suo (poco) tempo libero.
Dopo la messa le orazioni il catechismo, le preghiere mattutine serali pomeridiane e notturne, dopo i salmi i vespri e i grani del rosario, i canti del coro ed il volontariato alla mensa dei poveri e all’ospizio, dopo l’apostolato il proselitismo le conversioni, uno solo è il modo migliore per rinfrancare il cuore la mente e le membra: piantare croci su e giù per i prati. Questo è infatti tra i divertimenti concessi (e consigliati) dalla Santa Chiesa come uno dei più gradevoli: unisce il piacere di una scampagnata, della contemplazione dell’opera divina, alla pratica antichissima della disseminazione delle croci; pare che già San Paolo fosse sostenitore appassionatissimo di tale attività tanto da raccomandarla personalmente ai Corinti in una delle sue lettere come atto tangibile e simbolo della Salvezza in Cristo.

Finalmente è primavera, un sole tiepido scalda provvidenziale la natura che provvidenzialmente si risveglia: meraviglia del creato! Oh, quale bellezza nel cielo turchese, nel verde delle fronde che leggere danzano verdi coi rami al soffio di un brezza leggera, nello sfavillio dei fiori, nell’eleganza del volo delle rondini, nel mistero imperscrutabile della Grazia del Signore!

benedetta primavera

Benedetta primavera

Tanta è la gioia e non è possibile resistere al richiamo, nasce da dentro un’urgenza irrefrenabile: è tempo di andare! Ma un gioia così deve essere condivisa, giacché la solitudine è cosa degna soltanto delle anime più forti come gli eremiti, anacoreti, stiliti e altri simili eroici santi. Dunque affrettiamoci a proporre un’attività tanto lieta e fruttüosa con chi nel nostro cuore pieno d’amore occupa un posto speciale!
E come può il nostro amato o la nostra amata (amato per le donne, amata per i maschi, non bisogna confondersi) resistere a un richiamo così forte e piacevole?
Dunque si carichino in auto gli strumenti più adatti per la missione: un bel numero di pali di legno (di qualunque qualità va bene, ma la dimensione d’essere abbastanza grande, così da poter rendere facilmente visibile la nostra croce anche di lontano!), una grande quantità di chiodi (fare attenzione a quelli arrugginiti che portano il tetano) per fissare tra di loro i bracci della nostra santa croce, una robusta vanga per scavare, un martello e una scala a pioli per il resto dell’operazione.
Ogni tipo di terreno è teoricamente il terreno giusto per piantare croci, tuttavia bisogna ricordare che la diversa tipologia e consistenza del suolo rendono più o meno agevole e dispendiosa la nostra attività: se i terreni duri e rocciosi sono i più resistenti e difficili è bene sceglierli per qualche penitenza o durante la quaresima: sarà un fioretto assai gradito a Nostro Signore! Quelli morbidi e sabbiosi invece, lungi dall’essere per noi un surrogato cui ci tenta l’accidia, li lasceremo per i periodi in cui i nostri sforzi saranno indirizzati ad altre attività altrettanto evangeliche, o se il nostro fisico, o qualunque altro impedimento non ce lo permettono! Ciò nondimeno è sempre utile ricordare che il Signore richiede ad ognuno di noi a seconda dei talenti che Egli, in tutta la sua Infinita Saggezza, ha saputo donarci!

 

la Santissima Croce svetta su un promontorio roccioso

la Santissima Croce svetta su un promontorio roccioso

E ora bando alle ciance! Afferrate il vostro bel palo, così, bravi, eccolo piantatelo lì, proprio lì, così, giù, giù, in profondità, sì, bravi, ecco, dai, un po’ di energia: non è bello?
Su, su, martellate per benino, su e giù con quel martello!
Su e giù, su e giù! Ancora, su e giù…un piccolo sforzo…aaaahhhh, mioddio, che grande soddisfazione, ce l’avete fatta!
Che sensazione meravigliosa, vero?
Ora potete abbandonarvi dopo lo sforzo, riposarvi distesi sulla tenera erbetta dopo l’ebbrezza di uno sforzo, faticoso certamente, ma anche pieno di piacere!
Guardatevi negli occhi, non riuscite a vedere la gratitudine dell’amore?

“Angelo mio è stato bellissimo!” sospirerà l’amato all’amata dopo tanta sudata fatica
“Si, si, bellissimo davvero” dirà soddisfattissima la diletta amorosa a lui… “…finisce così?”
“No, non preoccuparti cara, ora torniamo a casa a preparare insieme le statuine in cartapesta per il presepio”
“Ma siamo a maggio!?!” (sgomenta)
“Non è mai abbastanza presto, mia cara, per preparasi al Santissimo Natale!”.

Lode al Signore

Lode al Signore

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