INIZIATIVA DI BENEFICENZA PER I BISOGNOSI

 
I consigli di Zia Pitty Pat
I consigli di Zia Pitty Pat

Vorrei con mio gran piacere segnalare alle amate lettrici un’adorabile iniziativa di beneficienza promossa dalla parrocchia della Santissima Corona di Spine, in particolare grazie all’impegno del nostro amatissimo Padre Pasquale Maria (che, come voi tutte certamente saprete, è il mio padre spirituale) e del gruppo delle Beghine Perpetue: Margherita Santuzza Ghini, la contessa Clotilde de’ Benis, Assunta Spina, le sorelle Carmelitane Suor Maria Maddalena e Suor Clemenzia, Ursula Ribaldi, Giorgia Meloni, Lucia Annunziata, Federica Pellegrini, Genziana Purotti, Iva Zanicchi, Anna Rossi, Gina Del Dongo e Melissa Satta, nonché la sottoscritta Miss Pitty Pat, con l’ausilio e la collaborazione di esperti del settore come Diego dalla Palma, Lina Sotis, Pietro Gabbana (cugino di Dolce e Gabbana), etc etc che hanno messo a disposizione, dimostrano grande sensibilità e amore, le loro innumerevoli competenze e la loro grandissima professionalità.

Pellegrinaggio della Parrocchia Della Santa Corona di Spine e del Gruppo delle Beghine Perpetue a Medjugorije

Pellegrinaggio della Parrocchia Della Santa Corona di Spine e del Gruppo delle Beghine Perpetue a Medjugorije

Padre Pasquale Maria e l’associazione delle Beghine Perpetue infatti non potevano restare indifferenti al grido di dolore che s’alza unanime da tante parti d’Italia! Da ogni angolo del nostro paese schiere di poveri e straccioni, branchi di extracomunitari e clandestini, moltitudini di zingari e tzigani, ondate incessanti di rumeni e magrebini si rigettano a frotte nelle nostre strade inzozzandole, soffocandole del loro ributtante puzzo, offendendo il nostro delicato sentimento del bello e della decenza: tutelare il decoro e il buon gusto, il nostro senso estetico, la nostra moralità non sono infatti cose che potevano essere rimandate all’infinito o, come il più delle volte accade, ignorate completamente!

poveri che chiedono aiuto

poveri che chiedono aiuto

Di qui la lodevolissima iniziativa, urgente e necessaria quanto null’altro ai nostri giorni: istituire corsi di bon ton, lezioni di stile, insegnamenti sul buon gusto, educare alla scelta dell’abito più adatto secondo i sacri e indiscutibili dettami della moda. I poveri infatti puzzano, si vestono terribilmente male e soprattutto non sanno comportarsi in società! Se è nostro dovere accogliere chi è in difficoltà, l’obbligo morale non può esaurirsi qui, bisogna aiutare i bisognosi nelle loro più impellenti necessità: non è forse tra le opere che la Santa Chiesa ci richiede quella di vestire gli ignudi? Gesù vorrebbe forse che si vestissero così male quei poveri ignudi? Come ha ricordato Padre Pasquale Maria in una commovente predica, è Gesù stesso ad innalzarsi supremo Maestro d’eleganza quando dice che la grazia di un giglio è migliore di tutti i vestiti di Salomone! Quando paragona la leggerezza di un abito al volo degli uccelli del cielo, come non vedere dunque in lui una sensibilità estetica che precorre di due millenni la rivoluzione di Giorgio Armani? Credete forse che San Martino, che donò il suo mantello a un povero, permetterebbe ora che i poveri continuino a conciarsi in una maniera così disgraziata, cioè priva di ogni Divina Grazia? E non fu San Francesco, patrono d’Italia, ad abbandonare una pomposità ormai troppo passata per uno stile minimal degno della nostra Minuccia Prada? Orbene se non vogliamo peccare di un’imperdonabile accidia, se vogliamo essere degni di quella Carità che è il cardine di tutte le virtù cristiane, il nostro compito deve essere svolto con la solerzia, con l’impegno e lo zelo di un’opera del tutto essenziale.

Zingari e gitani

Zingari e gitani

 

Insegniamo dunque a quei poveracci l’essenzialissimo abbinamento dei colori e delle stoffe: che non si debbano vedere più in giro obbrobri del tipo cotone slabbrato verde ruggine accompagnato con poliammide fucsia ! Che si spieghi che i jeans a zampa d’elefante urlano vendetta al cielo (soprattutto se bianchi) che la giacche di renna sono un peccato agl’occhi della società civile, che gli stivali con la zeppa e le borchie sono da anni imperdonabili a chiunque!
Educhiamo all’amore per le essenze profumate, per le creme che ammortiscono la pelle, per le tinte dei capelli naturali, per il trucco discreto, per gli smalti dai colori neutri, per gli accessori non troppo sgargianti.
Ammaestriamo la marmaglia ferina al buono stare in società, dirozziamo i loro selvaggi grugniti e trasformiamoli in suoni articolati e piacevoli, rendiamo loro partecipi dei progressi della cucina, dell’arredamento, della cura per noi stessi, per le nostre case e i nostri giardini: trasformiamo, per quanto umanamente possibile, questi primitivi barbari e incolti, da flagello che sono, a docili, gradevoli (o almeno sopportabili) a noi stessi e alla nostra collettività.

Santo Bon Ton

Santo Bon Ton

 

 

 

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4 Responses to INIZIATIVA DI BENEFICENZA PER I BISOGNOSI

  1. paolo ghelardini ha detto:

    PRIMA GLI ITALIANI POVERI E DISASTRATI, PER FAVORE! POI, SEMMAI, GLI ZINGARI! ESSERE CRISTIANI NON VUOL DIRE ESSERE MASOCHISTI! RIFLETTETE E FATE ESAME DI COSCIENZA, SE AVETE UNA VERA FEDE, NON SOLO PAROLE A VANVERA!

  2. Mort Cinder ha detto:

    Grande soddisfazione anche per questo commento: i sentieri che andiamo tracciando sulle formazioni discorsive (autoritarie, divistiche, del buon senso ecc.) ci permettono di dire che l’attività di depistaggio, intesa come normalizzazione e perfezionamento, comporta non una caricatura o un effetto comico, ma un vero e proprio MIGLIORAMENTO. In sintesi: i sentieri di miglioramento si sovrappongono alle articolazioni delle formazioni discorsive e “vengono prese come tali”. Ed è proprio con questo intento che aggiorniamo la Rubrica delle idee facili. Non sappiamo ancora dire come poter rendere più precisa la nostra attività e dove ci potrà condurre. Continueremo empiricamente a sperimentare questo metodo rigoroso e scientifico. Per ora constatiamo felicemente che gli imbecilli non mancano mai all’appello.

  3. polizzi carbonelly ha detto:

    Faccio notare che il solo stampatello maiuscolo farebbe “piazza pulita” di ogni altra sorta di commento sull’annosa questione.

  4. Paolo Pera ha detto:

    Se senti il bisogno di offendere, allestisci un tuo blog contro di noi (sarebbe molto lusinghiero) o vai a lasciare i tuoi commenti sul portale di Libero (come probabilmente già fai), o ancora meglio: vai a lavorare! (E paga la crisi).

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