Sul New Italian Epic – 1 Introduzione e statuto dell’oggetto

Avvertenza: per rispetto ai testi (questo, quello di Wu Ming 1 e a tutti gli altri) e perché queste riflessioni possano essere messe in discussione (altrimenti non avrebbero alcun valore), sconsiglio di proseguire la lettura senza aver prima letto il saggio sul New Italian Epic, scaricabile gratuitamente sul sito http://www.wumingfoundation.com.

New Italian Epic (d’ora in poi NIE) di Wu Ming 1 è costruito su una struttura a doppia pista vocalica i/o, dell’Epic e dell’Epoc(h), la quale tuttavia non lascia trapelare alcun sottotesto: è un unico piano di conformità – e non potrebbe essere altrimenti, giacché, se così non fosse, crollerebbe tutta l’architettura. Dunque la matrice è il problema di “tirare le somme” su una nuova epica e una nuova epoca: ovvero, per semplificare, su un nuovo genere letterario (quello della new epic, appunto) e su una nuova generazione, ma di opere piuttosto che di autori.

Potremmo subito giungere a un secco giudizio finale: il neologismo (sigla NIE) raccoglie, cataloga, decodifica tutte quelle opere letterarie recenti, da Wu Ming 1 definite oggetti narrativi non-identificati (sigla UNO corrispondente all’inglese Unidentified Narrative Object), le quali “è quasi impossibile ricostruire a posteriori cosa sia[no] effettivamente”. Gomorra di Saviano, Dies irae e L’anno luce di Genna, Romanzo criminale e Nelle mani giuste di De Cataldo, 54 e Black Flag dei Wu Ming (per non menzionare alla rinfusa che alcune delle opere citate in NIE) non sono facilmente classificabili secondo gli schemi dei generi tradizionali (paleo-generi) e hanno certi tratti distintivi in comune; da qui la necessità di coniare un neo-genere, new italian epic.

Secondo questa lettura, tale neo-genere sta a un paleo-genere – poniamo l’esempio del romanzo storico – in modo non dissimile dal modo in cui uno slasher sta all’horror (Wu Ming 1 cita Scream nell’appendice sul post-modernismo); e, se ammettiamo che il genere sia uno dei principali dispositivi in dotazione ai capitali dell’industria culturale (come i vari Scream 1, 2, 3 e l’imminente 4 – uscita prevista: 2010), dato che permette di catturare lettori e opere e di commerciare queste ultime, allora il NIE darà i suoi migliori frutti nella produzione editoriale, come nuovo canale di accesso anche per opere “costruite” dall’editore e per alimentare l’offerta di giovani scrittori e di corsi di scrittura creativa.

Potremmo fare degli esempi per avvalorare questa tesi: per il rapporto generi-industria dello spettacolo si pensi ai generi televisivi, in particolare alla nitida suddivisione delle tipologie italiane di fiction, conseguenza dei modi di finanziare e allestire simili prodotti nel nostro paese, e che ha effetti spesso deleteri sulla programmazione televisiva di fiction americane; per un precedente del caso si pensi al fenomeno pulp e al business grazie al quale ha vissuto.

Ma questa prospettiva di lettura dovrebbe proseguire la lettura del saggio e porsi una domanda, quantomeno per rispetto allo sforzo critico che presiede al saggio stesso: si tratta davvero di proporre un neo-genere letterario? Secondo Wu Ming 1 bisogna superare questa insidia del genere. Ma, anche se non gli prestassimo ascolto, è difficile non rileggere e ripensare al testo ripartendo dalla differenza tra NIE come neo-genere e NIE come categoria interpretativa.

Un genere è una categoria interpretativa, ma il contrario non è vero (si veda a proposito Eco, Lector in fabula sulle categorie interpretative che il lettore ha a disposizione). Noi non potremmo vivere senza indossare questi abiti, né riusciremmo a leggere alcunché – a meno che non si vogliano fare proselitismi su una supposta innocenza dell’atto di lettura. Il fatto, poi, che NIE possa diventare un eventuale prossimo business editoriale, non mi pare conseguenza diretta e immediata di questo saggio. È una cosa che probabilmente accadrà, con i suoi effetti positivi per l’allargamento di pubblico e dibattito, con i suoi effetti negativi per una dequalificazione di opere e del dibattito; una cosa che l’editoria, in base ai suoi calcoli, non si farà sfuggire – anche se molti degli autori citati da Wu Ming 1 godono di buona fama personale e nominale, come nel caso dei Wu Ming – ed è una cosa che qui non voglio prendere in considerazione.

Ciò che mi interessa è passare al NIE come categoria interpretativa, partendo da quattro domande che mi sono posto dopo una prima lettura del testo:

In che modo si può dire che NIE venga fuori dal fango del cosiddetto post-modernismo? Per certi aspetti – che analizzeremo in seguito – sembrerebbe istituirsi al suo interno. Wu Ming 1 attacca il post-moderno, le sue illimitate “ricombinazioni ironiche”, e ne diagnostica la morte in una data precisa, 11 settembre 2001: potrei a mia volta rivolgere gli attacchi contro La condizione postmoderna di Lyotard, ma non per questo accettare né la categoria di post-moderno né la sua data di morte.

La seconda domanda è piuttosto un’ipotesi, che valuterò nella prossima riflessione: con NIE Wu Ming 1 sembra voler delineare – e desiderare finalmente – quella letteratura nazionale popolare invocata spesso da Gramsci.

La terza domanda è la questione del rapporto tra letteratura e politica. Una politica della letteratura piuttosto che una letteratura politica, dato che quest’ultima sembra riguardare solo quelle opere di un cosiddetto “realismo”. Vedremo come si pone questa questione nel contenuto popular di NIE, anche in relazione alla definizione gramsciana di letteratura nazionale popolare.

La quarta domanda riguarda in maniera specifica il neologismo di allegoritmo, sul quale ora non voglio anticipare nulla.

Nella riflessione seguente cominceremo dalla lettura della parte centrale di NIE, ovvero dal capitolo sulle Caratteristiche principali del New Italian Epic. Propongo di considerare il terzo carattere, descritto nel paragrafo Complessità narrativa, attitudine popular, come quello principale. Infine vedremo in che modo pare possibile stabilire un ponte tra NIE e l’idea di letteratura nazionale popolare in Gramsci.

(continua)

(Vedi Sulla critica letteraria in Italia)

(Vedi Su Valerio Evangelisti)

(Vedi Da New Italian Epic a generazione TQ)

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3 Responses to Sul New Italian Epic – 1 Introduzione e statuto dell’oggetto

  1. […] critica letteraria un raffazzonamento di concetti, opere, autori. Noi abbiamo provveduto a demolire qui e qui quella loro specie di pamphlet. Prendendo a prestito un termine ben detto, si potrebbe […]

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