Vincere, di Marco Bellocchio. Il taglio rapido, il gesto violento, l’incrinatura

Taglio rapido.

VincereCiò che colpisce dell’ultimo film di Bellocchio è il taglio rapido, quasi feroce, con cui è girato. Innanzitutto il taglio rapido della Storia che passa, all’inizio e alla fine del film: le scritte, i disegni animati, le immagini di repertorio, parole cantate come in un’opera lirica – non è un accostamento casuale: il dramma tra la Dalser e Mussolini è da opera lirica, e Bellocchio ne riprende tutta la carica violenta, il turbinio passionale che eccede le manifestazioni reali, propria del melodramma – sia dell’opera lirica sia del film melodrammatico per eccellenza, pensando a un Matarazzo, piuttosto che a un Visconti. Poi, il gesto violento che è quello proprio del fascismo e in particolare di Mussolini: la presa del potere, o la presa della donna che lo ama, o il pugno che tiene la folla.

Gesto violento.

Come cifra del gesto violento si potrebbe considerare non una scena tra Ida Dalser e Benito Mussolini, ma la sequenza del duello, e soprattutto l’imitazione che Pietro Fedele fa del gesto violento nel duello, del desiderio di uccidere l’avversario da parte di Mussolini. Si tratta, infatti, della prima scena in cui nel racconto avviene lo strappo: Ida è con Benito ma lo stesso Fedele la porta via con la forza perché è arrivata Rachele.

Gesto violento e racconto.

VincereIl gesto violento riconoscibile è innanzitutto quello della Storia: come la suora – che fa da portavoce della donna italiana – dirà a Ida, il Duce è l’uomo di cui tutte le donne italiane vorrebbero essere la moglie o l’amante. Ma se si trattasse solo di “Politica vs Privato”, o anche di “Vita Ufficiale vs Vita Privata”, allora già il matrimonio con Rachele, che è Storia e Politica insieme, sembrerebbe mettere in discussione questa facile dicotomia. Di fatti Ida, a un certo punto, rivendica lo stesso punto di vista e le stesse idee di Mussolini – cioè rivendica di essere Politica, e Vita Ufficiale, e non solo Privato. La scena in cui Ida, dopo essere fuggita dal manicomio grazie alla complicità di una suora ed essere tornata nella casa del cognato per rivedere il figlio, viene portata via in auto dal prefetto, tutto il paese è lì per darle una grande manifestazione di affetto, dimostrando di essere dalla sua parte non solo come compaesana ma soprattutto come unica persona che, in nome di una Verità personale, si oppone a Mussolini e al regime. Il che dimostra ancora una volta come la dicotomia “Politica vs Privato” sia fin troppo stretta.

Gesto violento e corpi.

Il gesto violento risuona come violenza di Mussolini sui corpi di Ida e di Benito Albino. Non si tratta solo della reclusione nel manicomio dei due – e con ciò si ritornerebbe al racconto – ma soprattutto di un tipo particolare di violenza: una violenza diretta, ben diversa dalla violenza indiretta dell’atto con cui ordina la reclusione: se quest’ultima, infatti, avviene per mezzo delle parole e dei documenti, la prima avviene per mezzo soprattutto dell’immagine.

In una sequenza misteriosa tra il thriller e l’horror – al cui effetto contribuisce la musica – avviene il primo, fugace e violento incontro tra Ida e Benito. Mussolini la bacia, ma di fatti non la guarda nemmeno; così non le rivolgerà mai un sorriso o uno sguardo d’intesa: fra loro c’è solo passione carnale. Ida subisce questa forza virile e maschile, esplicita nelle due scene di sesso, questa passione travolgente non dell’uomo privato, ma dell’immagine pubblica. All’inizio del film vi è la scena in cui Mussolini sfida Dio a fulminarlo. Ida è lì a osservare, e un controcampo ne mette in evidenza lo sguardo innamorato e di ammirazione. Così, nella scena di una zuffa a Milano, proprio davanti alla sartoria di Ida, lei esce dal negozio, si getta nella mischia solo per dare un foglio a Mussolini. Di nuovo, è rapita dalla sua oratoria quando Mussolini viene cacciato da l’Avanti!. In ogni caso, è l’intransigenza, la violenza in cui Mussolini appare a travolgere Ida.

VincereCiò che poi accomuna la sorte di Ida e di Benito Albino è il fascino che subiscono dell’immagine e della voce di Mussolini: Ida lo rivede molto più grande di prima, come quel Dio che Mussolini aveva sfidato quando era socialista; Benito Albino ne imita l’actio – l’espressione del volto, la mimica, il tono di voce. I due diventano così la figurazione di intere folle affascinate dal Duce sotto il balcone di piazza Venezia. Non c’è nulla di politico in tutto ciò: quel che si vede e si sente del fascismo è Mussolini e la sua – spesso messa in scena – virilità. È un gesto violento quel che tiene in pugno l’Italia, e questi segni di violenza li portano sul loro volto, sul loro corpo e sulla loro storia sia Ida sia Benito Albino.

Incrinature.

Delle immagini compaiono fin dall’inizio del film, primi piani di donna o vessilli neri, prevenendo il futuro, o il destino, della Dalser e di Mussolini. Ma anche nelle scene degli incontri fra i due, un qualche senso di mistero che le pervade, sotto forma di nebbia o di sguardi che non s’incontrano. C’è sempre qualcosa che turba dinnanzi a queste immagini, o che comunque ne viola la trasparenza.

VincereNon vorrei condurre il discorso verso una questione autoriale. Ma nei film di Bellocchio non si dà mai trasparenza. I film di Bellocchio sono sempre molto densi (di segni, di rimandi, di silenzi), e per questo risulta difficile estrapolarne una scena e prenderla come cifra del film. Per questo più sopra ho considerato come tale una scena immediatamente precedente alla prima in cui si manifesta il gesto violento nei confronti di Ida. Ma questa violenza c’è già da prima, la lacerazione è già presente in un disaccordo di sguardi o in una presa di forza (quella di Mussolini nel parco). La densità delle immagini, resa con il prevalere dei toni scuri, o le nebbie e certe mancanze (il balcone dal quale Mussolini si affaccia nudo, la folla che ancora manca), sono le incrinature non trascurabili.

Incrinatura: “fenditura sottile, talvolta invisibile a occhio nudo, che limita la continuità di un materiale (…). Alterazione non evidente (ma neppure trascurabile) della purezza, integrità o compattezza” (Devoto-Oli).

Un’incrinatura è come una traccia lasciata da un raschietto sul vetro (celebre: i gesti di Lou Castel ne I pugni in tasca) o come il rumore stridente che il raschietto produce (le urla nei titoli di testa e di notte, nel sogno, in Salto nel vuoto).

VincereIn Vincere si passa dalle incrinature dell’oscurità – che è già il nero del fascismo ed è come prendere sul serio il bianconero dei cinegiornali dell’epoca – alle incrinature provocate dalla presenza incombente dell’immagine di Mussolini, o della sua voce. Ma le incrinature sono anche quelle dovute ai corpi in scena (si pensi a Il gabbiano): non può non suscitare un simile effetto la ricomparsa del volto di Mussolini come Benito Albino – che da piccolo aveva preteso di essere chiamato “Benito Mussolini”. Non si tratta tanto di uno choc, quanto invece di una sorta di doppio mostruoso: chi è – si potrebbe dire – il Dottor Jekill e il Mister Hyde tra i due? Ma il doppio, si sa, è tale proprio perché non è possibile scinderlo, è un’unità che ripresenta, nell’uno e nell’altro, i tratti del gesto violento e della follia.

Benito Mussolini appare così come un doppio mostruoso, e, con lui, il fascismo e il popolo italiano: ciò che è straordinario in Vincere è che tutto ciò resta un’incrinatura che carica di senso le immagini (non si può certo limitarsi a dire che il cinegiornale rimanda alla solita noiosa questione del metafilm!), che “limita la continuità del materiale”, segmentandolo, raschiandolo, fendendolo (Il principe di Homburg), ferendolo (Enrico IV) , frammentandolo (Il regista di matrimoni), in ogni caso non lasciandolo passare come se si trattasse di materiale filmico su uno schermo liscio, vuoto e omogeneo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: