Francesco Boccia e la nullità del Pd: una messa in scena a Piazza Pulita.

Talvolta anche pochi minuti di un brutto talk show politico possono essere presi a emblema dello sfacelo di un partito. Guardando, anzi sforzandomi di guardare perché pigiare il tasto rosso del telecomando era una tentazione fortissima, un breve spezzone del programma Piazza Pulita su la 7, mi sono imbattuta nella rappresentazione della totale e insanabile incapacità del PD di avere, non dico una qualunque comprensione, ma un qualunque tipo di rapporto con la realtà del paese che dovrebbe avere il compito di rappresentare.

Corrado Fromigli

Questi pochi minuti di Piazza Pulita dovrebbero essere obbligatoriamente presentati in ogni sezione di partito in modo che i militanti prendano consapevolezza dell’insufficienza e della cialtroneria della loro classe dirigente, che non solo in luce dei recenti scandali e della totale sudditanza nel confronti del governo tecnico, ma per l’evidente idiozia (non saprei quale altro termine utilizzare) dovrebbe essere cacciata seduta stante e senza possibilità d’appello. L’espulsione dal partito dell’inetta e dannosissima dirigenza è l’unica soluzione per un  partito che vorrebbe assumersi il compito di governare il paese dopo il governo Monti.

Passo subito alla messa in scena di Piazza Pulita, di cui nomino innanzi tutto il conduttore Corrado Formigli, nell’immancabile camicia in raso grigia, del tutto incapace di domare i suoi ospiti che, lasciati allo stato brado, sbraitano e s’azzuffano forsennatamente. Insomma una specie di Santoro ma  molto molto peggio. Tra gli ospiti protagonisti c’è il povero Landini che, unico tra tutti i presenti illustri, prova a dire cose sensate trovandosi a dover far fronte alle domande fuori tempo e luogo del conduttore e alle fesserie dell’altro ospite: il rappresentante del Pd, il giovante e brillante Boccia, plurisconfitto alle primarie pugliesi e compagno di una parlamentare del PdL di cui non ho voglia di cercare il nome. È su questo illuminato e preparatissimo dirigente che si è soffermata la mia attenzione: è lui il simbolo della decadenza del centro(sinistra) quivi rappresentata. Bisogna tener presente una fatto, cioè che Francesco Boccia non è soltanto il pupillo di D’Alema (e già questo è un’ottima credenziale), ma è un esperto di questioni economiche (si veda il suo curriculum nel suo sito) infatti dal 2009 è Coordinatore delle Commissioni economiche del Pd.  La terza protagonista della scena è un’operaia della Fiat di Pomigliano, in cassa integrazione in quanto iscritta alla Fiom. L’operaia racconta la sua storia personale in modo molto toccante ma per nulla patetico, la sua storia di donna sola che, con tre figli da mantenere, e uno stipendio di 900euro non riesce materialmente a sopravvivere. È una donna forte e determinata. ma anche piena di rabbia per l’ingiustizia che sta subendo, sia personalmente, che come operaia iscritta al sindacato. Non quindi il penoso caso della donna disgraziata che nun tiene manco gl’uocchi ppe’ piagnere, la femmina napoletana piena di furore isterico, ma un’operaia consapevole dei suoi diritti, che fa del suo caso un caso politico soprattutto. Nonostante ciò questa metalmeccanica della FIOM, trovandosi in uno studio televisivo a raccontare la sua storia, sentendo di essere non semplicemente incompresa, ma inascoltata, come se la sua presenza fosse solo un pretesto, o che la sua vita non fosse vita reale ma una parte scritta ad hoc da uno sceneggiatore, inevitabilmente smarrisce la capacità di argomentare, di parlare e si espone a quella violenza senza pudore di cui solo la peggiore televisione è capace, quando, in mezzo agli strepiti di una santanchè (l’altro ospite in studio) e l’imbarazzo di un conduttore sudato, la telecamera va a riprendere gli occhi, in primissimo piano, pieni di lacrime dell’operaia.

Francesco Boccia

Francesco Boccia

Ma il mio disgusto va oltre, il mio disgusto si concentra sulla persona di Boccia e su ciò che rappresenta. Bisognerebbe vedere il suo volto, fare attenzione all’espressione e come si muovono le sue mani, per cogliere la nullità di cui si fa interprete e portavoce. Mentre l’operaia di Pomigliano racconta, Boccia con il tono confidenziale da giovane politico in cerca di voti, si volta di trequarti verso di lei e la guarda contrito. L’operaria parla e Boccia suda. L’operaia si interrompe e il conduttore dà la parola a Boccia perché “la signora è un’elettrice del Pd”  (anche se l’impressione che ho avuto è che l’operaia abbia tentato di dire che non è così). Boccia, con fare commosso, dice “quello che lei sta subendo, signora, è un’ingiustizia” e aggiunge che si farà carico di portare davanti al governo la sua incresciosa situazione. L’operaia a microfono spento rimane allibita. Com’è possibile che Boccia non conosca la vicenda di Pomgliano d’Arco, domanda Landini arrabbiatissimo? Com’è possibile che un deputato del Pd che ha un ruolo dirigenziale nel partito, che si occupa di questioni economiche, che ha avuto per due volte l’intenzione di candidasi alle elezioni come governatore di una regione del sud Italia, non avesse la minima idea di quello che è successo in questi mesi alla Fiat di Pomgliano? Come è possibile non capire che l’operaia non stava domandando la carità per sé e per i suoi figli ma giustizia, dignità e lavoro come primi e fondamentali elementi di una questione politica di cui  un partito di sinistra dovrebbe interessarsi? Con quel suo interessamento personale per la “signora” Boccia metteva in scena un’arroganza, un’ignoranza, una stupidità che fanno montare davvero la rabbia al cervello, proprio come infatti è successo all’operaia di Pomigliano, che con le sue parole ormai sconnesse era in perfetta sintonia l’unico sentimento che nasce davanti a chi si comporta nel modo di Boccia: uno sdegno muto.

Maurizio Landini

Ma lo studio non sta in silenzio, la santanchè squittisce qualcosa contro il sindacato, Boccia continua a dire che lui le fabbriche le conosce perché c’è stato davanti, Landini indignatissimo cerca di spiegare quella che è la situazione della Fiat e del sindacato a un Boccia che lo guarda con la sufficienza di chi ha studiato alla London School of Economics. Ovviamente nessuno ascolta Landini,  né nessuno si occupa più della povera operaia che scompare nello sfocato dello sfondo. Fromigli agita le braccia e manda la pubblicità. Io spengo.

Operai alla Fiat di Pomigliano

 

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One Response to Francesco Boccia e la nullità del Pd: una messa in scena a Piazza Pulita.

  1. Stefano ha detto:

    Concordo in pieno. Che faccia da schiaffi quel Boccia!

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