Che cos’è The Artist? – Discorso sull’intrattenimento

The Artist di Michel Hazanavicius ha vinto cinque premi Oscar e molti altri premi. Che cos’è The Artist? Un film muto.

Che cos’è un film muto? Un film dove non c’è linguaggio verbale (non un film silenzioso, perché c’è sempre una colonna sonora), privo della sostanza verbale. Le cose sono più complicate, come dimostrano gli studi sul cinema-attrazione. Più tecnicamente, si tratta di pellicola priva di sonoro registrato e sincronizzato sullo stesso supporto materiale dei fotogrammi. All’incirca verso la fine degli anni Venti si superò questo limite tecnico e negli Stati Uniti furono prodotti i primi film, sonori e parlati. Contro il parlato, e non contro il sonoro, si scagliarono Ejzenstejn, Pudovkin, Balazs: il parlato faceva del film un surrogato del teatro borghese, impediva di proseguire sulla strada delle sperimentazioni formali.

The Artist non ha niente a che fare con tutto questo. E’ un film muto perché è stata tolta la parola. L’attore muove le labbra, apre la bocca, ma non parla, non comunica niente: non c’è un filo d’aria che passi nell’immagine. Tutto è così pesantemente soffocato. Ma non comunica niente anche perché non ha niente da dire. Io avrei apprezzato qualche rumore nella messa in scena, un tonfo, uno starnuto, un peto: il che avrebbe dato davvero valore al film. Nelle immagini piatte scorre invece petulante un muoversi e gesticolare forsennati. Ai più ingenui potrebbe sembrare un effetto comico il vedere movimenti esagerati e bocche che si aprono; ciò poteva accadere sessant’anni fa intristendo, in una bellissima scena pirandelliana, Ettore Omeri, l’eroico protagonista del coraggioso film La valigia dei sogni.

Di fatti non si tratta nemmeno di questo. Si ride come si sarebbe riso negli anni Venti. O almeno così si potrebbe, sbagliando, pensare. Forse non lo crede lo spettatore, che tuttavia dovrebbe decidere (se lo ritiene necessario) il motivo per cui vuole prenderne visione: perché crede di essere negli anni Venti o per vedere fino a che punto può essere ridicolo un attore francese che rimbalza nello schermo credendo forse di reincarnare un po’ George O’Brien un po’ Gene Kelly. Come diceva Max Weber: qui si osserva; se volete delle visioni, andatevene al cinema! Chissà poi perché l’attore comico francese cade così facilmente nel ridicolo quando manca di una vera e propria cura maniacale del corpo e dello spazio. Ma questo è un altro discorso.

Ciò che più disturba di The Artist è l’inoppugnabile consapevolezza di sceneggiatura, scenografia, costumi, attori, regista di essere distribuito nelle sale dal 2011. Non è troppo finto o così poco genuino: al contrario, vi è troppa poca finzione così come è palesemente visibile la truffa, il raggiro nell’immagine ammiccante e nel gusto sadico di intrattenere spettatori mostrando loro il “vuoto a rendere” premi nei Festival e incassi al botteghino.

Ci si chiede spesso: è possibile fare un film muto nel 2011? Allora perché non si producono di nuovo la Balilla o la Lettera 22? O perché dovrei apprezzare una band che risuoni il funk poliziottesco degli anni Settanta o uno scrittore che rifaccia la Commedia Umana?

Se si vuole si può studiare il caso The Artist: verficare se si tratta di remake, traduzione culturale o altro. Ma a cosa conducono questi esercizi? Si rimane senza un briciolo di idea. Si perde il problema teorico, il valore funzionale nel campo artistico di un oggetto. Ovvio che è possibile fare un film muto nel 2011, ma che senso ha porsi questa domanda? Il senso dell’assenza di una teoria del cinema. Il che è palesemente evidente nel disinteresse all’analisi e alla critica del testo filmico oggi imperante nelle università e tra gli appassionati.

E che senso ha fare un film muto nel 2011? Il senso dell’assenza del cinema? Questo non vuol dire niente. Si va sempre al cinema, come è nei desideri, bene o male, di consumatori, produzione e distribuzione. Ma qual è la funzione di tutto ciò, di un film muto nel 2011, di The Artist?

Mi sembra sia questa la domanda pertinente da porsi. Capire cos’è oggi il “cinema”. Sarebbe a dire cosa è oggi l’intrattenimento. Si rileggano le preziose pagine di Ejzenstejn che, tra le altre cose, vituperava tale concetto al quale però nello stesso tempo ambiva.

Non c’è cinema senza intrattenimento. E’ questo il concetto fondamentale per una teoria della ricezione che sia teoria del tempo libero, del divertimento, del non-lavoro o la si chiami come si vuole dato che non ha ancora un nome. Qui, nell’intrattenimento, si confondono e intrecciano i vari mezzi: è questo il territtorio da esplorare, la nuova pratica disciplinare, che non ha più bisogno di controllare perché intrattiene, che non si preoccupa di “far-vedere” perché “fa-visionare”, prendere visione (termine da indagare); come in questo territorio sono da ricercare le possibilità di profanazione dell’intrattenimento e dei mezzi di cui si serve.

Questo è il vero problema non i nuovi media, la transmedialità, la serialità, la traduzione o l’intertestualità che oggi si studiano perché oggetto più comodo, più facile, che procura minore impegno, lascia tempo libero, anzi forse fa anche trovare lavoro se si è iscritti a corsi che sfornano produttori, programmatori, sceneggiatori e altra maestranza mediatica. Come si diceva una volta: questi sono effetti di superficie, occorrenze; andiamo al sodo, per favore, cerchiamo le profondità dalla superficie.

Che cos’è dunque The artist? Osserviamolo, senza prenderne visione, analizziamo senza farci (in)trattenere: da qui si può procedere alla ricerca di una risposta.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: